Sto guardando proprio adesso un tizio alla TV che si libera dalle manette come se niente fosse, roba da far arrossire Houdini.
Il bello è che nascone le mani solo parzialmente e il più delle volte si vede il trucco . . . che però non c’è.
Si sfila le manette “tirando fuori le mani” come un dannato ma senza farsi male, gira le braccia e i gomiti, fa passare il polso attraverso gli anelli d’acciaio . . . non avevo mai visto nulla di simile.
Il programma di shiama “Fuori - Born to escape”, trasmesso su “All Music” (la vecchia “Rete A”), e un certo Andrew - italiano nonostante il nome e il perfetto inglese - sta affrontando diverse prove in successione, una più difficile dell’altra.
Prima un paio di manette classiche, poi sei tipi di manette diverse portate dal collezionista che detiene il guinness dei primati in fatto di manette possedute, poi delle manette speciali fatte costruire in passato per Harry Houdini, il quale ci aveva messo più di un’ora per togliersele: Andrew ci mette un paio di minuti.
Adesso si sta preparando alla “Water Torture” detta anche “Pagoda”, ovvero immerso a testa in giù in una teca di vetro piena d’acqua, ammanettato e coi piedi bloccati dal coperchio della teca stessa.
Obbiettivo liberarsi in un tot di tempo, ma soprattutto non rimetterci la pelle…
Ho però il presentimento che sfracellerà ogni record, come accade sempre (o quasi) in questi casi.