Saranno mesi che non scrivo di politica, forse da tempi del caro e vecchio The Right Nation, al quale mi ero iscritto grazie al buon Kagliostro, che mi aveva fatto entrare in un mondo tutto nuovo per me che ero agli inizi del blogging.
Non so se è per colpa della mia pigrizia oppure del panorama politico italiano che non ha più niente da raccontare, ne tantomeno da spiegare: tutto è sulla bocca (e sulle pagine web) di tutti, così tanto da far venire la nausea.
Ogni giorno è la volta buona per la caduta del Governo, ogni giorno sembra essere quello buono per cambiare legge elettorale, oppure per le dimissioni del ministro capriccioso di turno, ma alla sera quando affondo il cucchiaio nel mio piatto di minestra le cose non sono cambiate, le facce non sono cambiate, il malcontento è rimasto è lo ritroverò anche il mattino dopo sulle pagine dei giornali e sulla faccia della gente.
Mi meraviglio ogni giorno di quelli che un tempo avevano la faccia di Prodi sulla bandiera, sventolandola come se fossero al Palio di Siena, e che adesso hanno le pive nel sacco vedendo l’operato dei propri rappresentanti, e nonostante tutto ciò non vogliono ammettere di aver toppato (in parte) come noi dell’altra “scuola di pensiero” toppammo un tempo (in parte).
Esportare la Democrazia altrove ??? Sarebbe come vendere un elettrodomestico di nuova generazione senza libretto di istruzioni, visto che nemmeno noi “eruditi europei” abbiamo capito come funziona, e ci limitiamo a fare come al mercato, dove ognuno parla, chiede e ottiene senza curarsi degli altri.
Siamo marci dentro, e c’è chi tiene chiuso per non far prendere aria, convinto che tanto la gente può essere spremuta ancora: a me sembra che l’unica cosa rimasta da spremere siano i coglioni visto le dimensioni che hanno raggiunto ormai prossimi alla rottura.
Tuttavia sono contento, contento di stare in buona salute, contento di farcela e di non lamentarmi troppo, contento di essere più egoista, contento di contraddirmi e di farmi in quattro per gli altri, contento di essere qui a guardare, chiuso in trincea e armato solo delle pagine di questo blog, aspettando che qualcuno faccia girare la ruotina e si ricordi - ogni tanto - di riempire la ciotola del mangime e la boccetta dell’acqua.
La sapeva lunga Ronald Reagan: ” Governmentnt is not the solution to our problem, government is the problem”.
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