Sto guardando proprio ora un estratto di un’interrogazione parlamentare, grazie alla Rai che ogni tanto qualche cosa di buono propina.
Il ministro Bersani (sviluppo economico ndr) sta parlando della situazione non proprio rosea dell’approvvigionamento di energia derivante da gas , e insiste sul fatto che questo modo di produrre energia è quello più pulito e che vanno ampliate le infrastrutture necessarie al suo sfruttamente.
Ad un tratto cambia la rotta del suo discorso iniziando a parlare di “energia nucleare”, e subito mi torna in mente qualche cosa che ho visto al telegiornale: il ritorno in edicola di Espansione.
Dopo qualche ricerca, posso solo dire che Espansione era in passato una testata del giornalismo economico italiano, e che adesso torna disponibile abbinato a il Giornale.
Cooomunque, quello che importa di tutto ciò è l’inchiesta con la quale riaprirà i battenti l’Espansione, ovvero quella del referendum sul nucleare del 1987.
Dati alla mano, vent’anni fa ben l’80% dei votanti era contro l’utilizzo del nucleare, mentre oggi il numero scende al 30% circa: redenzione, cambio di tendenza, oppure presa di coscienza di aver votato in fretta e furia, senza sapere che cosa avrebbe significato per il futuro dire NO al nucleare ?
Tutto poi si complica se pensiamo che per tornare operativi con centrali funzionanti, anche avendo tutti i via libera in questo momento, anche avendo tutti i soldi necessari pronti sull’unghia, ci vorrebbero ben 15 anni . . . roba che gli altri Paesi sarebbero già alle prese con idrogeno e chissà quali altri fonti alternative !
Ora scusate ma vado a fare una bella doccia, sperando che lo scaldabagno si accenda, visto che il metano oggi vale più dell’oro, e non sempre te lo mandano nei tubi…