Sto guardando proprio ora un estratto di un’interrogazione parlamentare, grazie alla Rai che ogni tanto qualche cosa di buono propina.
Il ministro Bersani (sviluppo economico ndr) sta parlando della situazione non proprio rosea dell’approvvigionamento di energia derivante da gas , e insiste sul fatto che questo modo di produrre energia è quello più pulito e che vanno ampliate le infrastrutture necessarie al suo sfruttamente.
Ad un tratto cambia la rotta del suo discorso iniziando a parlare di “energia nucleare”, e subito mi torna in mente qualche cosa che ho visto al telegiornale: il ritorno in edicola di Espansione.
Dopo qualche ricerca, posso solo dire che Espansione era in passato una testata del giornalismo economico italiano, e che adesso torna disponibile abbinato a il Giornale.
Cooomunque, quello che importa di tutto ciò è l’inchiesta con la quale riaprirà i battenti l’Espansione, ovvero quella del referendum sul nucleare del 1987.
Dati alla mano, vent’anni fa ben l’80% dei votanti era contro l’utilizzo del nucleare, mentre oggi il numero scende al 30% circa: redenzione, cambio di tendenza, oppure presa di coscienza di aver votato in fretta e furia, senza sapere che cosa avrebbe significato per il futuro dire NO al nucleare ?
Tutto poi si complica se pensiamo che per tornare operativi con centrali funzionanti, anche avendo tutti i via libera in questo momento, anche avendo tutti i soldi necessari pronti sull’unghia, ci vorrebbero ben 15 anni . . . roba che gli altri Paesi sarebbero già alle prese con idrogeno e chissà quali altri fonti alternative !
Ora scusate ma vado a fare una bella doccia, sperando che lo scaldabagno si accenda, visto che il metano oggi vale più dell’oro, e non sempre te lo mandano nei tubi…
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This post was written on the Giovedì, Settembre 27th, 2007 and categorized under votantoniovotantonio. You can follow the ongoing discussion by subscribing to the RSS 2.0. You can leave a reply, or Trackback.







Non sono d’accordo. Secondo me il referendum dell’87 è stato un errore. Il risultato era scontato, derivante da una naturale paura dopo quello che era successo anche se in realtà le cause del disastro di Chernobyl erano più da attribuire alla sfrontatezza di chi gestiva la centrale e, più in generale, chi aveva in mano tutto l’argomento nucleare nell’ex-Urss.
Con questo non voglio dire che si debba portare tutt’Italia al nucleare ma che si debba ritenere questa una valida alternativa. L’ideale sarebbe una commistione con quello che c’è di attuale con il nucleare. Ciò garantirebbe anche una efficace modalità operativa sul territorio in termini di regolazione dei flussi di potenza (in quanto di notte l’Italia assorbe un terzo dell’energia rispetto al giorno).
Resta il problema scorie, problema di certo non da poco. Io ho paura come “l’italiano” possa gestire le scorie. Se gestiamo già male i rifiuti, anche tossici, cosa potrebbe mai succedere con le scorie?
A parte questo, io sostengo il nucleare.
Premettendo che anche io sono per l’uso dell’energia nucleare, quello che invece mi preoccupa di più è il fatto che se già oggi viene impiedita la costruzione di autostrade e linee della TAV per il solo fatto di “recare danno all’ambiente”, figuriamoci quando si dovranno cercare i permessi per mettere in piedi una centrale nucleare…
Siamo un Paese “bloccato” dalla burocrazia, e dalla poca informazione: per esempio, quanta gente sa che il fumo bianco che esce dai camini di una centrale non è affatto parte delle scorie radiottive, ma è solamente vapore acqueo derivante dal sistema di raffreddamento ???