Nov
Questa mattina sono già al secondo caffè, ma quella straordinaria macchina che è il corpo umano non ne vuole sapere di partire.
Sarà il freddo lunare di questi giorni, sara che finire tutte le sere oltre le 19.00 non giova alla lucidità mentale, sarà che ierie sera ho esagerato col soffritto nel sugo per la pasta e oggi ho un soufflé nell’intestino.
Probabilmente per una legge del contrappasso, più trascuro il presente blog più sono vulnerabile a virus e bacilli di ogni genere, anche se la classica mela al giorno e la spremuta di “arangi di Sigilia” sono meglio di un medikit trovato dietro l’angolo nel più classico degli FSP.
Continuano inoltre i ripetuti problemi al database dovuti ai geniacci dell’hosting service che hanno cambiato i vecchi server con macchine migliori. Aggettivo molto soggettivo.
In ogni caso faccio parte di quel nugolo di utenti free che non pagano una mazza per il loro spazio web, quindi non posso lamentarmi, anche se la tentazione di passare ad un servizio “easy” da poco più di 5 euri all’anno è forte.
Si registra intanto un altro sogno estratto nel mio personalissimo cassetto, ovvero quello di aprire un bar.
A dirla tutta il sogno è quello di vivere vendendo cocco e drink su una spiaggia di un’isola dell’arcipelago delle Vanuatu, ma per adesso mi alleno a coordinare gli sforzi per un piccolo barettino da Oratorio, dove i prezzi sono fermi al ‘73 (Elio e le Storie Tese ndr).
Il caffè lungo mi viene troppo lungo, quello corto troppo corto, ma nel contare i resti e nel fare i prezzi-lancio per le offerte sono un drago, e come serviamo noi l’Acqua Brillante con la fettina di limone non lo fa nessuno.
La rotazione dei baristi è composta da individui dai vent’anni in su, l’età massima non la conosco perchè non ho mai osato chiedere l’età alle donne, sarebbe una squadra perfetta per il bar delle Vanuatu…
Un astronauta ha perso la borsa nello spazio: se trovate un cellulare consegnatelo alla filiale della Nasa più vicina.
