Non so se qualcuno dei miei lettori guarda Griglia di Partenza, programma televisivo in onda quasi ogni sera in orari diversi e con tema principale il mondo dei motori, dalle corse alle prove su strada della automobili di serie, dalla formula 1 alle moto, con ospiti illustri e gente che mangia pane e motore a colazione.
Dalle mie parti si prende su Tele Nova, che poi è anche l’emittente che mette a disposizione lo studio.
Proprio ieri sera mi sono gustato l’intera puntata dedicata alla vittoria di Raikkonen, in cui si parlava del famigerato ricorso fatto dalla McLaren sostenendo l’irregolarità della temperatura del carburante di BMW-Sauber e Williams.
Ma come si misura la temperatura della benzina immessa nelle monoposto ???
Nessuno ieri sera ha saputo dare una risposta secca al primo colpo, e dopo un paio di boiate sparate dai più fusi, tipo che la benzina viene stoccata in taniche e si versa con l’imbuto, un bel servizio del conduttore ha sapute mettere un po’ di ordine.
In sostanza la temperatura viene misurata grazie ad un rilevatore posto sul bocchettone, e ad ogni rifornimento il dato viene confrontato con la temperatura dell’ambiente esterno.
Secondo una norma FIA, la temperatura del carburante può essere più bassa di quella esterna di dieci gradi al massimo, non un grado di meno.
Il problema è che nell’articolo in questione si parla di temperatura all’interno del serbatoio, e per adesso non è stato introdotto alcun sensore che misuri tale dato; inoltre non esiste una vera e propria fonte ufficiale che stabilisca la temperatura dell’ambiente, tanto che a Interlagos i dati del servizio meteorologico del circuito e quelli del servizio “ufficioso”della FIA discordavano di 4/5 gradi.
Altra cosa che incasina di più il tutto è il fatto che la benzina, una volta immessa nel serbatoio, si scalda durante la corsa ed aumenta di volume, e se ripercorriamo questo processo in modo contrario scopriamo che la benzina “fredda” occupa meno volume, e se ne può introdurre di più, con conseguente vantaggio per il pilota.
Inoltre la temperatura bassa riduce il rischio di surriscaldamento del carburante stesso, che trovandosi nel cuore della monoposto vicino al motore è soggetto a temperature molto alte.
Il gran finale è stato poi caratterizzato dal racconto di ex-piloti sulla diffusa pratica (parliamo di anni ‘80) di creare un’intercapedine tra interno ed esterno della parete del serbatoio, in cui introdurre del ghiaccio secco per ridurre di molto la temperatura della benzina, riducendone quindi il volume e sparando in macchina litri e litri aggiuntivi che permettevano di restare in pista per tutta la durata della gara, senza fare rifornimento !!!
La McLaren quindi si è arrampicata sugli specchi con le mani insaponate, tentando un ricorso inutile e ridicolo, che mette ancora più nei guai la posizione nei confronti della Mercedes.
La puntata è poi proseguita parlando di moto . . . ma a quel punto ho sentito il nome di Valentino Rossi è mi è venuto un attacco di sonno…