26
set

Dovrei aver segnato tutto…

- alle porte il primo Gran Premio di Formula 1 disputato in notturna, con proiettori che emanano una luce così forte da staccare una bolletta di 1000 euro all’ora. Ma mi sorge una domanda spontanea: nessuno ha pensato alle zanzare ???

- Javier Zanetti è arrivato a quota 600 partite con l’Inter, e anche se sono tra i cugini milanisti non posso che inchinarmi . . . è un grande !

- Valentino Rossi può vincere il mondiale salendo semplicemente sul podio, non importa dove e non importa la posizione degli altri. Ma che sto dicendo, Rossi il mondiale lo ha già vinto, Meda sicuramente starà gia festeggiando con Reggiani, con Bobbiese ormai inerme davanti alla coppia Lucchinelli-Cereghini più esaltata che mai.

- i cinesi hanno mandato in orbita un altro razzo, ottimo diversivo per distogliere l’attenzione sul loro latte che fa tutto fuorchè bene…

- il groviglio Alitalia sembra essersi risolto, tutto merito di Veltroni secondo . . . Veltroni. Si vabbè anche secondo me io sono l’uomo più bello della galassia.

Ultima cosa ma non per questo meno importante, è tornato parte attiva delle blogosfera John Doe.

15
set

La mia prima volta che lo dissi fu una cosa ardua ma ci credevo fino in fondo, poi ritornai sull’argomento e probabilmente in pochi avrebbero continuato a crederci, ieri finalmente ho vinto la scommessa (assieme a lui e a lui).

Sebastian Vettel ha volato sull’acqua come solo un “altro tedesco” sapeva fare, veloce fin dal sabato, al limite subito ai primi giri della gara, con una strategia perfetta e una squadra che da anni (Minardi ndr) lotta per qualche pugno di punti, e che ora si trova più in alto di tutti.

Un gran premio bello da vedere fino all’ultima curva quello Monza, bagnato da acque monsoniche, dove anche i big hanno arrancato, forse privi di quella qualità innata, quel senso aggiunto, quella cosa che divide i futuri (?) campioni dal resto del gruppo.

L’inno tedesco e poi quello italiano hanno provocato un piacevole ed emozionante deja vu, sul filo delle lacrime…

…quasi un regalo di compleanno !!!

PS: hinoki84 è salito a quota 24, ma la classifica è ancora lunga.

11
gen

Sembra essere questo il segreto per vincere nella Formula 1 moderna, anche se sarebbe meglio dire “rivisitata” visto che ormai è difficile parlare di vere e proprie innovazioni.

Si rasenta ormai la perfezione in ogni aspetto della costruzione delle monoposto, ormai così facili da guidare per gli addetti ai lavori che si è dovuti intervenire per fare qualche passo indietro, ritornando a far pesare il pilota ed il suo piede sull’acceleratore.

Si dice che lo si è fatto per ridonare spettacolo alle corse, ma non tutti sono d’accordo e parlano di consistente diminuzione della sicurezza, con aumento di incidenti probabilità di commettere errori . . . forse troppi.

Piloti come Coulthard e Massa si sono detti scettici e preoccupati, Raikkonen ed Hamilton invece hanno privilegiato l’importa del pilota e del suo comportamento alla guida, dicendo che più è difficile guidare più è bello, divertente, importante per chi è un “vero” pilota.

Gurdando per un attimo l’aspetto tecnico, le monoposto saranno dotate di centralina semplificata che darà un aiuto limitato, senza impedire i traversi in uscita di curva. Verrà poi eliminato il “jump start” che di fatto faceva partire le macchine in modo automatico . . . si rivedranno le care e vecchie nuvole di fumo bianco dovute al pattinamento delle gomme.

Il cambio dovrà durare quattro gran premi, il motore ancora due (credo), la Bridgestone sarà ancora fornitore unico ma probabilmente sarà l’ultimo anno delle scanalate, visto i numerosi test andati a buon fine con le slick.

Fenomeni, giovani promesse, decani, piloti nella media, mezza calzette e pippe assolute, nel Circus esiste di tutto, ma il bello viene adesso visto che le carte verranno rimescolate, e chi ieri sembrava essere sui binari oggi potrà anche avere lo stile di guida di un ubriaco !!!

Personalmente (e non mi stancherò mai di dirlo) mi inchinerò sempre davanti a chiunque riesca a compiere anche solo un giro con la macchina più scarsa e sulla pista più facile in assoluto: costui potrà essere chiamata pilota . . . noi altri comuni guidatori per il momento no.

26
ott

Non so se qualcuno dei miei lettori guarda Griglia di Partenza, programma televisivo in onda quasi ogni sera in orari diversi e con tema principale il mondo dei motori, dalle corse alle prove su strada della automobili di serie, dalla formula 1 alle moto, con ospiti illustri e gente che mangia pane e motore a colazione.

Dalle mie parti si prende su Tele Nova, che poi è anche l’emittente che mette a disposizione lo studio.

Proprio ieri sera mi sono gustato l’intera puntata dedicata alla vittoria di Raikkonen, in cui si parlava del famigerato ricorso fatto dalla McLaren sostenendo l’irregolarità della temperatura del carburante di BMW-Sauber e Williams.

Ma come si misura la temperatura della benzina immessa nelle monoposto ???

Nessuno ieri sera ha saputo dare una risposta secca al primo colpo, e dopo un paio di boiate sparate dai più fusi, tipo che la benzina viene stoccata in taniche e si versa con l’imbuto, un bel servizio del conduttore ha sapute mettere un po’ di ordine.

In sostanza la temperatura viene misurata grazie ad un rilevatore posto sul bocchettone, e ad ogni rifornimento il dato viene confrontato con la temperatura dell’ambiente esterno.

Secondo una norma FIA, la temperatura del carburante può essere più bassa di quella esterna di dieci gradi al massimo, non un grado di meno.
Il problema è che nell’articolo in questione si parla di temperatura all’interno del serbatoio, e per adesso non è stato introdotto alcun sensore che misuri tale dato; inoltre non esiste una vera e propria fonte ufficiale che stabilisca la temperatura dell’ambiente, tanto che a Interlagos i dati del servizio meteorologico del circuito e quelli del servizio “ufficioso”della FIA discordavano di 4/5 gradi.

Altra cosa che incasina di più il tutto è il fatto che la benzina, una volta immessa nel serbatoio, si scalda durante la corsa ed aumenta di volume, e se ripercorriamo questo processo in modo contrario scopriamo che la benzina “fredda” occupa meno volume, e se ne può introdurre di più, con conseguente vantaggio per il pilota.
Inoltre la temperatura bassa riduce il rischio di surriscaldamento del carburante stesso, che trovandosi nel cuore della monoposto vicino al motore è soggetto a temperature molto alte.

Il gran finale è stato poi caratterizzato dal racconto di ex-piloti sulla diffusa pratica (parliamo di anni ‘80) di creare un’intercapedine tra interno ed esterno della parete del serbatoio, in cui introdurre del ghiaccio secco per ridurre di molto la temperatura della benzina, riducendone quindi il volume e sparando in macchina litri e litri aggiuntivi che permettevano di restare in pista per tutta la durata della gara, senza fare rifornimento !!!

La McLaren quindi si è arrampicata sugli specchi con le mani insaponate, tentando un ricorso inutile e ridicolo, che mette ancora più nei guai la posizione nei confronti della Mercedes.

La puntata è poi proseguita parlando di moto . . . ma a quel punto ho sentito il nome di Valentino Rossi è mi è venuto un attacco di sonno…