Tutti chiacchere e libretto degli assegni

Lo sport è sano e divertente, per chi lo pratica e per chi lo guarda.

Spesso diventa anche un lavoro, una fonte di guadagno, ma resta sempre sano e divertente.

Sfiga vuole che ci sia questo germe del “voler guadagnare sempre di più” che cambia le carte in gioco: sano e divertente vanno a farsi fottere.

Come in una partita a Monopoli, i soldi vanno e vengono nel mondo dello sport moderno (parlo di professionismo) la coscienza non è ponderata, si è sempre alla caccia di quel Parco della Vittoria che dissangua, ma alla fine non ripaga mai tutto quanto si è speso per averlo.

Per chi non l’avesse capito, parlando di “sport” in Italia si parla solo di calcio, tutto il resto vale meno della tazza del cesso: madornale errore.

Il grande calcio si fa con i grandi giocatori e questo è chiaro, quello che non quadra è il fatto che se uno è forte è si comporta da primadonna o da mercenario è un fuoriclasse (Kakà, Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic) se è altrettanto forte ma mette giù la testa e sgobba anni e anni per la stessa squadra (Maldini, Zanetti, Del Piero) è un grande pirla che lo prende nel culo sia dai tifosi che dal presidente.

Poi è tutta colpa di Moggi…

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